Un contenitore di piaceri culinari e artistici: Bottega Baretti

novembre 21, 2017 - 8 minutes read

Raggi di luce bassi, antiche finestre dagli infissi di legno e ferro, muri di mattoncini rossi e ampie volte. Queste sono i punti cardine che determinano gli spazi e le sale di Bottega Baretti.

Baretti bottega insegna

Il tutto è condito, e non parlo solo dei profumi che provengono dalla cucina, da pezzi artistici sparsi per le varie sale: fotografie, dipinti, lettering e illustrazioni.

Questo ci ha incuriosito, quindi abbiamo intervistato Enrico, Gianmaria e Giulia che ci hanno raccontato tante curiosità su Bottega Baretti, location della seconda lezione della Roundacademy il 25 Novembre.

 

Azienda locale: @bottegabaretti | Categorie: Food, Eventi | Città: Torino

 

Bottega Baretti Team

Bottega Baretti Team


Come nasce Bottega Baretti?

Enrico: Bottega Baretti nasce 6 anni e mezzo fa, quando a San Salvario c’erano ancora solo quattro anime. Ricordo ancora la pizzeria ‘Al Timone’, il Clavel, il Diwan, noi e il Biberon. Il nostro era un vecchissimo magazzino dove vendevano tessuti e bomboniere all’ingrosso, una bottega insomma. Io e i miei soci eravamo interessati e l’abbiamo affittato, realizzando un recupero architettonico durato 8/9 mesi, infatti le mura, gli infissi e pavimenti sono quelli originali. Poi sono stati inseriti degli innesti più moderni e sono state create due sale con letture differenti. 

Bottega Baretti è cambiata molto nell’arco dei sei anni. Nasceva con una formula di food molto più semplice e veloce, quindi burger, fritture e pizza. Poi con gli anni la clientela e la richiesta sono cambiate, quindi abbiamo deciso di sfruttare gli spazi non solo per la cucina ma anche come contenitore di diverse iniziative. 

Questo è un punto distintivo?

Baretti bottega Era una cucina

Enrico: In San Salvario sono numerosi i locali che propongono attività alternative alla loro cucina. In questo noi abbiamo creato costanza, organizzando eventi sia durante il periodo più duro dell’anno, sia durante un normale giorno lavorativo. Lo facciamo perchè ci piace sapere che la gente può trovare qualcosa in più oltre all’esperienza legata al cibo, che comunque non viene trascurata.

Non vogliamo sostituire l’aspetto della cucina con l’aspetto creativo, è un plus che si va ad aggiungere.

E in cucina quali sono gli aspetti distintivi?

A noi piace definire la nostra cucina come “trasversale”, nel senso che non procede secondo antipasto, primo e secondo, ma attraverso dei piatti unici. Il fatto che si possa unire una cena di tipo informale ma comunque elegante, con un buon rapporto qualità prezzo, ci ha permesso di abbracciare una larga clientela.

Inoltre, anche il servizio è un aspetto che curiamo parecchio, così come i tempi di attesa. Anche se il locale è al completo, anche quando ci sono 250 persone in sala, cerchiamo di curare tutti questi aspetti.

interiors Bottega Baretti

Vi immergete in un contesto dinamico, giovane e creativo come quello di San Salvario. A quali progetti creativi vi aprite?

Gianmaria: I primi progetti creativi di Bottega Baretti nascevano da noi, erano interni. Iniziammo tre anni fa creando il “Premio Bottega Baretti”, un concorso che coinvolgeva quattro artisti/illustratori selezionati a cui abbiamo proposto di “addobbare” ed illustrare le vetrine del locale durante il periodo natalizio, in maniera non convenzionale. Questa iniziativa nasceva dalla necessità di ogni locale di addobbare i propri spazi per Natale. Per noi era difficile e dispendioso a causa delle dimensioni del locale, ci provammo in maniera canonica per un paio d’anni e alla fine abbandonammo l’idea. C’era comunque da affrontare una spesa, quindi pensammo che era meglio girare quei soldi ad un artista, pagarlo e commissionargli un progetto creativo.

Da lì, ci siamo legati alle kermesse che nascevano in città e che prendevano vita durante gli ultimi mesi dell’anno. Un esempio sono Paratissima e The Others, arrivata dopo con Giulia, con i quali si è creata una forte rete di collaborazione. La cosa importante da specificare è che l’aspetto del cibo è stato alimentato da quello artistico, facendo di Bottega Baretti un grande contenitore. 

Mi racconti dei progetti legati all’arte?

A Controversial Shape in my Kitchen

A Controversial Shape in my Kitchen

Enrico: Il Premio Baretti e il “Lunedì della Bottega” sono i progetti principali, a cui sono stati collegati eventi collterali: ogni Lunedì veniva invitato un presidio Slow Food con cui creavo un menù ad hoc per quell’evento, per quel Lunedì e per quella settimana, che poi andava ad aggiornarsi il Lunedì successivo.

Gianmaria: Ci sono poi innumerevoli collaborazioni con le realtà locali, siamo sempre con le orecchie tese ad apprendere cosa accade là fuori. Mi riferisco alle collaborazioni con il Salone del Gusto, il Salone del Libro e l’installazione “Consigliaci un Libro” composta da un macchina da scrivere dove la gente scriveva il titolo di un libro. Altra collaborazione con Seeyousound, dove abbiamo proiettato dei film legati alla musica e dei videoclip vecchissimi e stupendi.
Altra ancora, l’installazione fotografica site-specific, che vedete ora nell’area d’ingresso, chiamata “A controversial Shape in my Kitchen” per opera di Nicola Morittu e Giulia Aranbca Novelli. Il loro progetto lavora sugli opposti e sulle forme di elementi che si possono trovare nella cucina, come il “pieno e il vuoto”, “circolarità e radialità”, “concavo e convesso” e chiaramente sono in bianco e nero per rimarcare la qualità dell’opposto.

Continuando con i progetti, c’e Paratissima 360, esposizione appendice di Paratissima che nei nostri spazi dura un mesetto, fino al 28 Novembre. Infine c’e il “Premio The Others”.

In cosa consiste il premio The Others?

Giulia: Conoscevo The Others, e conoscevo i “premi” che Baretti mette in palio. Quindi mi son detta: “perchè cercare artisti in giro per Torino invece che in un contesto specifico come quello di The Others?”. Ci siamo accordati e abbiamo lanciato questo premio che consiste sia nel premiare l’artista più bravo che il bisogno pratico di dare una veste natalizia al locale. Quindi, durante i giorni della fiera, ci facciamo accompagnare dagli organizzatori e dagli esperti tra i vari stand e scegliamo l’illustratore che meglio si presta a produrre dei pezzi sulle vetrine. La particolarità di quest’anno è che l’artista completerà il disegno proprio durante il vernissage del 7 Dicembre, circondato da musica e tanto altro.

Siete tutti invitati!

 

Tags: