Jazz is Dead! Again! – L’eredità Jazz in festival a Torino

maggio 20, 2018 - 8 minutes read

Si parte da una provocazione che si palesa sin da subito. Un festival di musica dal titolo irriverente, volto a scuotere le canoniche abitudini della musica che ascoltiamo, Jazz is Dead. Again!
Il jazz è davvero morto? Certo che no, ha una storia così profonda da renderlo immortale. Come tutte le grandi cose, contamina e persiste nel tempo continuando ad echeggiare – anche in forma nuova – nei club e nelle radio del mondo.

Il festival si concentra sull’eredità della musica jazz, e sulla nascita di movimenti musicali che sono l’evoluzione del jazz, quelli che portano incorporano la sua anima stilistica dando vita a nuova musica, altra musica.

Jazz is Dead! presenta dal 25 al 27 Maggio 2018 una rassegna musicale internazionale di alto livello, variegata nello stile e di esotica provenienza.
L’intento è stimolare curiosità e interesse. La cornice perfetta per celebrare la morte (e la rinascita) del jazz è, senza dubbio, l’ex-Cimitero di San Pietro in Vincoli.
Il festival si nutre della fondamentale collaborazione di ARCI e del Magazzino sul Po, terzo circolo ARCI d’Italia per numero d’iscritti. Inoltre per quest’anno, si avvale della preziosa partecipazione della Fondazione Piemonte dal Vivo che agisce come co-promotore delle due date d’apertura e chiusura ad Almese e Asti.

Gli organizzatori di Jazz is Dead!

La proposta artistica del festival, connotata da un approccio ardito e rivoluzionario, presenta sulla scena torinese un cartellone di nomi che, citando il direttore artistico Alessandro Gambo, “non ha headliner“. Quindi niente grandi nomi di fama interstellare, ma una scelta approfondita e ricercata attorno alla sperimentazione musicale, al funk, alla black e la world music.

location Jazz is Dead San Pietro in Vincoli

Cimitero di San Pietro in Vincoli, Torino

La stessa caratteristica di ricercatezza e inusualità, l’abbiamo già ritrovata nella collaborazione con Varvara o frequentando i concerti della rassegna #finoamezzanotte organizzata giù al Magazzino sul Po.
Sì, le menti e gli organizzatori sono gli stessi che ripropongono l’ennesimo festival che ci permette di uscire dagli schemi della musica pop e toccare scene più nascoste e di nicchia.
Avrei potuto scrivere underground sin dall’inizio.

Il Jazz è morto e risorto

Jazz is Dead! celebra la morte e soprattutto la resurrezione del jazz. Esso risorge nella forma in cui ha dettato la traccia per la nascita di nuovi stili musicali. In altre parole, è la lezione che il jazz ha lasciato e che si è riversata nella musica che ascoltiamo tutt’oggi. I tratti stilistici dell’improvvisazione, delle variazioni e dei virtuosismi che poi si ripropongono in stili musicali contaminati e rigenerati. L’evoluzione della musica.

Ciascuna delle tre serate del festival rispecchia un tema che ne detta lo stile delle line-up.

Venerdi 25 – Discreto, Continuo, Digitale , aggettivi che descrivono il flusso della musica. L’apertura del festival vedrà alternarsi sul palco Patrick Higgins, concertista, chitarrista e sperimentatore, Pierre Bastien e i suoi ingranaggi sonori, Lubomyr Melnyk, inventore della tecnica del piano continuo, che presenta dal vivo l’ultimo album “Illirion”.

Passando al digitale, Spime.IM (progetto A/V dei Niagara che utilizza una tecnologia wearable – il guanto Remidi). Infine a chiudere, il dj-set di TMSO e gran finale con la D’n’B di The Dreamers.


Il tema di Sabato 26 – Dal Mondo – vuole aprire i confini e richiamare le plurime espressioni della world music e dell’avvolgente funk-jazz di Manuel Volpe e la sua Rhabdomantic Orchestra in produzione originale con l’etiope Misrak Mossisa. Spicca il jazz europeo, la poliritmia africana e le morbide percussioni dei MOP MOP che si avvalgono della voce di Waine Snow. Di particolare interesse è il progetto One Blood Family, nato dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Atypica, Associazione Culturale Spazio Rubedo e The Sweetlife Factory. Sono dei ragazzi migranti e richiedenti asilo che presentano un progetto musicale che combina world music, tradizione e beat elettronici. A concludere NYEM – Not Your Exotic Monkey, esotico duo femminile d’origine colombiano-marocchino e il dj-set di Dj’mbo from Gambia.

Domenica 27 – intitolata Sei x Duo – è la volta di esibizioni di coppia. Sul palco, i duetti di Zeus!Mombu e i NoHayBanda! A seguire le sperimentazioni di Francesco Donadello e Andrea Belfi e il progetto noise di Massimo Pupillo e Stefano Pilia. A finire, una lettura musicata da contrabbasso “Mingus: nero, giallo, bianco, perdente!” che omaggia l’autobiografia del jazzista di Charles Mingus.
Le attività domenicali si svolgeranno durante l’intera giornata iniziando dal mattino con il workshop di improvvisazione radicale Impro(B)abile condotto da Antonio Zittarelli – Mombu (play video) e da alcuni musicisti del collettivo-orchestrale Pietra Tonale.

Extra? Sì, come sempre sì. L’evento di chiusura del Jazz is Dead! è il 23 Giugno, il palco – la cornice storica degli scavi archeologici della “Villa Romana” di Almese – vede gli ZU riproporre il loro capolavoro “How To Raise an Ox”

Programma completo

Venerdì 25 Maggio – start h18, free entry
Continuo, Discreto, Digitale
Pierre Bastien live / Lubomyr Melnyk live / Patrick Higgins live / Spime.IM live / The Dreamers dj set / TMSO dj set

Sabato 26 Maggio – start h18, free entry
Dal Mondo
Mop Mop Electric Trio feat. Waine Snow live / Misrak Mossisa & Rhabdomantic Orchestra plays Ethiogroove live / One Blood Family live / NYEM dj set / Primitive dj set / Raw Tella dj set / Dj’mbo from Gambia dj set

Domenica 27 Maggio – tutto il giorno, free entry
Sei X Duo
Zeus! live / Mombu live / NoHayBanda! live / Stefano Pilia & Massimo Pupillo in Dark Night Mother live / Andrea Belfi & Francesco Donadello live / Mingus: nero, giallo, bianco, perdente! live act

Sabato 23 Giugno @ Scavi archeologici “Villa Romana” Almese (TO) – ingresso 5€
Zu feat. Mats Gustafsson plays How To Raise an Ox live / Paul Beauchamp live

Se provocati, si è maggiormente stimolati a mettersi in gioco e a dare critica alla proprie convinzioni.
Il festival vuole lasciare un segno e stimolare la riflessione.
Nuove idee e risposte a nuovi quesiti che nascono dall’esperienza dell’arte.

Jazz is Dead! esce fuori dagli schemi e ti porta, vivendo posti morti, su livelli altri di esperienza, lontati dalle care vecchie abitudini.

Amen! Again!

@_.amon.__